16 dic 2010

UN MIRACOLO NEL BUIO

Era il 4 giugno del 2010 quando furono trovati tre gattini appena nati, riposti  in un cartone tra il materiale imballato in un camion. Ovviamente, mamma gatta non li avrebbe mai abbandonati lì .... Qualcuno decise di disfarsene nascondendoli tra gli imballaggi, consapevole di destinarli a morte certa  se nessuno si fosse accorto della loro presenza ...


Nell’attesa che i gattini mi venissero consegnati non esitai ad inviare messaggi di aiuto a tutti per chiedere l’intervento di una mamma gatta disponibile ad allattare i tre piccoli….ma niente… non riuscii a trovare neanche l'ombra di una mamma gatta in allattamento!


Incrociai le dita e la sera del 4 giugno portai  i gattini prima dal veterinario, poi a casa mia improvvisandomi mamma gatta con il latte in polvere, il biberon, la borsa d’acqua calda, i massaggini sul pancino per stimolare i loro bisogni … la sveglia ogni tre ore… e tanta speranza … mentre maledivo chi li aveva abbandonati… gente senza scrupoli e senza cuore… senza coscienza e senza amore… gente che moralmente non poteva valere più di niente …

Con l’aiuto di mia figlia Sara, che mi sostituì  durante i miei impegni al lavoro, i gattini furono accuditi con tutto l’amore possibile. Dopo 5 giorni persero il cordone ombellicare, poi aprirono gli occhi uno per volta cominciando a trovare la forza per alzare le testoline e miagolare sempre più forte.

Tre splendidi gattini! Uno bianco e nero striato, uno color sabbia e l’altro bianco con la coda grigia e spruzzature color sabbia su una zampa e sulla testolina… una vera meraviglia! Ormai in casa eravamo tutti presi da questo impegno d'amore, dall'ansia di vederli crescere presto ed ogni attimo dedicato a loro non costava nessuna fatica!

Perfino Sasha, uno dei miei cani, decise di diventare la loro balia annusandoli e leccandoli come se fosse stata la loro mamma… una scena davvero molto dolce… Ero sicura che tutti insieme avremmo sfidato il destino… ma il destino non accetta le sfide e di fronte alle sue scelte siamo impotenti senza alcuna via d’uscita.

Improvvisamente, il piccolo gattino a tre colori, per un giorno intero rifiutò il suo latte. Credevo non ne avesse voglia e non mi allarmai dal momento che  non rinunciava ai suoi bisognini. Attesi che la situazione si normalizzasse.

 
Purtroppo, la notte stessa alle 3.00 una colica addominale troppo forte ed improvvisa, lo strappò alla vita. Una tragedia.

Due giorni dopo, anche il gattino bianco e nero volò in cielo alle 2.00 di notte, stroncato dalla stessa maledetta colica addominale nel giro di due ore, lasciandomi solo il tempo di telefonare al veterinario e di somministrargli le gocce di mylicon. Il culmine della tragedia e tutte le mie forze erano svanite. Non mi era mai capitato di sentirmi così tradita dalla vita e da tutto l’amore che avevo speso per salvarli. 

Il piccolo gattino color sabbia era riuscito a salvarsi  per puro miracolo! 

Continuava a dormire con il piccolo pupazzetto di peluche che sostituiva l’assenza dei fratellini, con la gatta grigia di peluche,  il ticchettio della sveglia e la borsa d'acqua calda che sono sempre rimasti lì dal primo giorno per simulare la presenza della mamma, il battito del suo cuore  ed il suo calore…

Guardavo questo gattino che era rimasto da solo e provavo tanta tenerezza ... piangevo ed avevo terribilmente paura di perderlo perchè tutti mi davano pochissime speranze.....
Non mi arresi. Per evitargli le coliche addominali aggiunsi l'omogeneizzato al pollo nel latte in polvere ed  il piccolo riuscì a superare, così, il primo mese di vita senza difficoltà. Per fargli sentire la mia presenza accanto a lui l'ho sempre tenuto appoggiato sul mio petto fino a farlo addormentare.

Ogni volta che lo riponevo nel trasportino, rimanevo a guardarlo  mentre andava a cercare il suo pupazzetto e quel piccolo battito per addormentarsi. Quanta dolcezza in questo piccolo esserino indifeso! Quando voleva  mangiare miagolava forte ed io pronta a prenderlo e a riscaldarlo tra le mie mani, a dargli il biberon, a fargli i massaggini sul pancino, a strofinargli il mio naso sul suo dorso e a coccolarlo fino a farlo addormentare.

Ogni giorno era per me una conquista, un grande regalo dalla vita ...


Il mio sogno non è rimasto tale  .... è stato chiamato Simba da mia figlia Sara  ... questo piccolo miracolo nel buio! 

Buon viaggio a voi due, miei piccoli angioletti....













nessuno di noi vi dimenticherà mai!