13 lug 2018

Enrichetta, abbandonata e cieca riscopre la vita.




Enrichetta non ha un passato ma posso intravederlo attraverso i suoi occhi che non vedono più e poco raccontano dei suoi 9 anni di età. 
Fu recuperata in montagna da volontari mentre vagava esile e stremata da chissà quanto tempo, riuscendo ad evitare i pericoli grazie al suo fiuto ben sviluppato. Lei, un setter, vittima dell’abbandono da parte di chi l’aveva usata per la caccia decidendo un bel giorno che non serviva più a nulla con la sua età e la sua cecità. Abbandonare un cane in questo stato è da autentico criminale perché significa condannarlo a morte, ma Enrichetta è stata fortunata ad incontrare le volontarie sulla sua strada ed un canile dove trovò le cure indispensabili, tante carezze e tanto amore da parte di tutti i volontari.   
Le sue foto con appello di adozione  invasero i social  e rimasi colpita dalla sua dolcezza, dai suoi occhi così profondamente persi nel nulla  anche se intorno a lei c’erano tanti altri cani.  Seguii il suo  post sperando tanto che arrivasse presto un’adozione e dopo alcune settimane arrivò una famiglia del nord pronta ad accoglierla in casa. Mi sentii rilassata perché la sua situazione mi aveva colpita nell’anima e fui felicissima per lei che finalmente sarebbe stata coccolata come una bimba.
Dopo alcune settimane dall’adozione, la mia amica volontaria che l’aveva accompagnata presso la nuova famiglia, mi informò che Enrichetta sarebbe ritornata di nuovo in canile poichè la sua famiglia adottiva non riusciva a gestirla e che nei giorni successivi sarebbe andata a riprenderla.  Rimasi colpita da tale situazione e non accettando l’idea del suo rientro presso il canile, decisi di adottarla.  La mia amica e la responsabile del canile furono felicissime di affidarla a me e il 18 maggio 2018 alle ore 16:00 andai a prenderla alla stazione.
Quando Enrichetta scese dal treno insieme alla mia amica non voleva camminare, probabilmente impaurita dalle voci e dai rumori di strada. La presi in braccio e si rassicurò nel momento in cui si sdraiò  in auto sul sedile posteriore. A casa mia iniziò la sua nuova vita!



Arrivati  a casa, Enrichetta varcò il cancello del giardino con tanta sicurezza mentre la mia amica filmava e fotografava i suoi primi momenti.  Un giorno meraviglioso che ha cambiato la mia vita ancora una volta e per tutto questo ringrazierò sempre la mia carissima amica Monica e la responsabile del canile Gianna Senatore!



I miei cani le giravano intorno e lei gradiva la loro presenza senza alcun timore. Fu accettata da tutti e iniziò a fiutare ogni angolo della casa per mettersi in guardia dai vari ostacoli come muri, sedie, porte ecc.  Il suo posto preferito fu il divano e imparò subito a salirci sopra ma la prima volta  si beccò una capocciata sul pavimento  perché scavalcò lo schienale. Nulla di grave.





 

Nei giorni che seguirono, Monica venne a trovarci ed Enrichetta fu felicissima di rivederla, nutrendo per lei un grande affetto e tanta riconoscenza per averla portata via dal canile.  Lo dico con tutta la mia sincerità che Monica è una donna speciale, solare, affettuosa, con un cuore leale e privo di qualsiasi sentimento negativo, uguale all'animo di ogni animale che lei protegge e conduce verso una vita migliore.
  



I primi giorni con Enrichetta rappresentarono una grande e prima esperienza anche per me. Non avevo mai interagito con un cane cieco e capivo di essere il suo unico punto di riferimento in tutto.  La prima sera la portai in braccio sul mio letto e durante la notte, nel cercare di scendere, cadde con la testa contro il pavimento. Il giorno dopo le insegnai a scendere e salire dal letto e in alternativa le comprai una brandina che sistemai affianco a me in modo da farle scegliere il posto migliore per dormire. Dal primo giorno il suo posto preferito è stata la brandina sistemata in giardino dove ancora oggi ama dormire all'ombra nel pomeriggio.




Inizialmente credevo fosse anche sorda perché non seguiva la mia voce e mi allarmai. Dopo alcuni giorni la portai per un controllo dal veterinario e fortunatamente le  fu diagnosticata una forte otite  che con le dovute terapie,  oggi è  completamente guarita.   
Gestire un cane cieco non è difficoltoso, bisogna impegnare tempo, amore e pazienza,  conoscere le sue difficoltà e risolverle,  infondergli tanta sicurezza in questo rapporto a due dove l’umano rappresenta il suo mondo, la sua luce, il suo affetto, il suo punto di riferimento, la sua fiducia, il suo tutto.
Festeggiammo il nostri primi due giorni insieme con un gelato e scoprii che tale golosità le piace tantissimo ma entrare nel bar proprio no! Trascorremmo un bel pò di tempo sedute sulle aiuole e poi una bella passeggiata all'interno del piazzale dove non c'erano i rumori delle auto ad infastidirla. Poi tornammo a casa e fu contenta di starsene in giardino, il suo posto preferito.



  


Sono trascorsi 2 mesi ed Enrichetta è legatissima a me,  mi sorveglia a vista dal primo giorno, mi segue ovunque ed è praticamente la mia ombra! Ci svegliamo insieme alle 6  ogni mattina ed esce fuori in giardino insieme a Sasha e Kimba ... poi torna in casa per le coccole e il biscottino ... e mentre mi preparo con la velocità dei fulmini per non fare tardi, lei impara anche a seguirmi velocemente, qualche volta le capita di scontrarsi con le mie gambe o con qualche oggetto ma nulla di grave ... siamo diventate anche comiche ... ci vorrebbe una telecamera nascosta!!!! Enrichetta è unica davvero, dolce e tranquilla, contenta anche di farsi il bagnetto!!!   












ADOTTARE UN CANE CIECO 
E' UN'ESPERIENZA MERAVIGLIOSA  ... 


BUONA VITA A NOI PER LA VITA!