(Antonella Riviello - "Vicoli d'ombre") Guarda là... folate nuove di vento ci stan portando via settembre. Gli ultimi stormi per istinto tralasciano paesaggi posseduti. Sul terrazzo che limita scolorite fantasie settembre ti ha strappato qualcosa. Settembre ha affidato al vento scogli di un mare imbronciato, fronde di agosto cadute giù malaticce. Guarda là... dove la follia della città più non arriva i nostri sogni si incontrano i nostri versi respirano... Lì dove gli stormi stan volando le care cose disperse fanno il girotondo... torneranno!
C’era la luna senza tempo in quel cielo di fumo e di stelle. C’erano lingue di fuoco dietro ai vetri lacrimosi di pioggia e ombre veloci sui muri scalcinati. C’erano canti, danze e risate intorno ai fuochi quella sera. C’era il suono delle campane e la piccola chiesa illuminata da oltre cento candele ... Nessuno udì il calpestio di passi frettolosi di chi fuggiva con il piccolo fagotto tra le braccia. C’era un vicolo buio e un portone ormai chiuso. C’è la mia luna ferma nel tempo che lasciò nei miei occhi quel cielo di fumo e di stelle.
Brezza del sud, brezza leggera nei viali canto per te stanotte. Sulla mia pelle ove ancor l'onda riposa lascia le tue carezze a trastullarsi come bimbi sulle rive d'agosto. Brezza settembrina eri forse la stessa a scoprirmi quando la prima foglia mi cadde incerta sul palmo della mano e gli occhi sostai perplessa sulla schiena di chi fuggì oltre laceri pioppi de sud. Brezza leggera fosti tu a rapirla? Con lei fuggirono mille farfalle bianche e il seguito fu pioggia ... pioggia incessante su ciò che ci illuse, su ciò che sarebbe stato e che non fu. Ricordi almeno la sua voce di innumerevoli foglie smosse appena tra vaghe sinfonie ad altre brezze già note? Stanotte nei viali canto solo per te brezza del sud ... carezzami!