Grazie piccoli amori miei, per sempre nel cuore

 





Come si fa a cancellare i pensieri? Come si fa a non ricordare quel brivido di impotenza che gela la schiena?

Come si fa a rimanere in casa o a impegnarsi nel giardino quando ogni centimetro di spazio mi ricorda di loro? No, non sono ferma nel passato! Devo soltanto impegnare i pensieri e la mia mente per uscire da questo tornado di tanti perché senza risposta che ancora mi travolge.

L’anno 2020, anno del lookdown e con tutta l'interminabile prigionia è stato un anno terribile, feroce, straziante, ostinato e crudele nel portarmele via una dopo l’altra per malattie improvvise e incurabili: Nala il 20 gennaio, Sara il 14 febbraio, Manu il 22 aprile ed Enrichetta il 9 settembre. La piccola Antopappa fu la prima a lasciarci l’anno precedente, un mese dopo la scomparsa di mia madre.

Ricordo che avevo paura di tornare a casa e trovare ancora qualcuno di loro che stesse male. Mi guardavo intorno e la casa era vuota, tetra, senz’anima, senza i giochini sparsi ovunque. Carezzavo i sonaglini che custodivano il loro odore mentre Simba era lì al solito posto nel suo lettino; dopo averle viste andar via non le cercava più, aspettava che mi stendessi sul divano per strofinare il suo musetto sulle mie guance e piangevo per questa tenerezza così immensa che mi scaldava il cuore.

Niente passa, niente mi slega da questo filo indistruttibile che continua a tenerci unite. C’è un vuoto che niente può colmare nonostante l’arrivo di Titti e poi di Cloe. C’è una panchina vuota e un piccolo papavero che aspetta di essere annusato. C'è quel posticino sul pozzo dove le tortore svolazzano. C’è il silenzio della mia voce che non le chiama nell’aiuola e il mio sguardo che si perde in quel pezzo di cielo tra i rami mentre i cani mi girano intorno.

Sorrido quando Sasha mi abbraccia in attesa del biscottino, quando Kimba mi viene incontro ridendo, quando Laika bussa alle mie gambe con il muso mentre Syria e Maya si fanno spazio per saltarmi addosso.

Si vive su un’altalena di emozioni in questo vuoto troppo grande e quando è sera ringrazio ogni stella che le rappresenta per tutti i momenti meravigliosi vissuti insieme. Lo dirò sempre che ci siamo salvate a vicenda dai vicoli bui di questo mondo così arido e insensibile.

Grazie piccoli amori miei, per sempre nel cuore.




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