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ODE AL CANE di Pablo Neruda

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Anche questi versi fanno parte delle "poesie indimenticabili" che rileggo con infinito piacere  soprattutto perchè  Pablo Neruda è uno dei tanti autori che amo profondamente per la delicatezza dei suoi pensieri. Questa stupenda poesia la dedico ai miei cani Tommy, Maya e Sasha ed anche alla mia piccola Chicca che non è più tra noi .... perchè insieme a loro continuo a sentire... "...la vita che procede e l'antica amicizia, l a felicità d'essere cane e d'essere uomo   trasformata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda con rugiada" (Tommy) Il cane mi domanda e non rispondo. Salta, corre pei campi e mi domanda senza parlare e i suoi occhi sono due richieste umide, due fiamme liquide che interrogano e io non rispondo, non rispondo perché non so, non posso dir nulla. (Sasha) In campo aperto andiamo uomo e cane. Brillano le foglie come se qualcuno le avesse baciate a una a una, ...

SOGNI DI CARTA

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(Antonella Riviello - "Cartastraccia") Sogni di carta rincorrono lucciole ubriache mentre la scia di una stella cadente getta coriandoli di luce sul domani. E’ gelido il ricordo di una casa con le sue luci spente nella sera... lo senti affogare nel cuore imprigionarti fra le sue catene mentre ti lascia il rumore dei passi scricchiolanti sul selciato. Le mani hanno bruciato pensieri in viaggio su un tempo sospeso… ma la tempesta porta affanno negli occhi e un dolore oscillante sopra il cuore!

ALI DI VETRO

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(Antonella Riviello - "Cartastraccia") E’ quasi sera in queste assenze dove si contano le ore muovendo lentamente le labbra screpolate dal vento. Mi accorgo che esisto sulle mie strade dissestate nei solchi di illusioni e speranze che più non si ricordano. Il sogno è lontano. I brividi non hanno risposta nel silenzio di una stanza nascosta al raggio di luna… le mie ali di vetro ricordano la favola perduta.

ALBA

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(Antonella Riviello - Poesia Visiva)

POESIE IN RICORDO DELLA SHOAH

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Per Ricordare ( Letizia ) Tante, troppe cose l'uomo non deve dimenticare. Per non dimenticare la Shoà, per non dimenticare il fratello negro schiavizzato torturato martoriato, per non dimenticare la crudeltà dei cuori, per non dimenticare il pianto innocente di un bimbo fra braccia tenere inerti, per non dimenticare lo sguardo della sofferenza, per non dimenticare il vuoto dell'ignoranza l'arroganza delle serpi... Troppo l'uomo ha da ricordare: Per non riviverlo per non farlo rivivere per non ricreare l'Inferno né alimentarne le fiamme. Furore del delitto terrore della mente ubriacatura del potere miseria avvilente paura di Essere! Troppo l'uomo ha da disseppellire da riportare in vita da una morte ingiusta: La dignità il rispetto l'amore, la fierezza di essere Uomini . La Farfalla   ( Pavel Friedann ) L'ultima, proprio l'ultima, di un giallo così intenso, così assolutamente g...

PRESIDENTE...

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( Antonella Riviello -  "Tra me e il buio" ) Che non sia solo un canto da ubriaco, lamento privo di radice... a soffi di venti nostrani rialziamo al mattino baveri scuciti; casareccia amarezza svuotiamo sui fondi di tazzine al primo bar. Presidente, al mattino il sorriso diventa stretto quando sotto le stesse pensiline di una infanzia, gli anni si rincorrono come auto o autotreni. Il nostro cuore è un tamburo nelle notti mute di marciapiedi, vuoto come il cesto in cantina. Chiedere giustizia, Presidente, non è dare un colore, seguire un simbolo, un'asta, una bandiera... ma dire "non va", sganciarti dall'ingranaggio, può costarti l'impiego. Il pensiero, l'idea, la verità, valgono quanto una saponetta, una cicca, un dentifricio, una foglia d'autunno, senza "tessera di favore" o un "signorsì". Prova a sporgere il volto nella via che incessantemente ritma i suoi dol...

DISSIDIO

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(Antonella Riviello - "Strade di latta") Un dissidio elude percorsi di lancette deviandoci alle estranee azalee. Sei l'essenza perduta dei grappoli nel Mezzogiorno scomposto al disgelo. Sei la grondaia diroccata all'ostinato inverno di cardini immoti. Sei il giorno di chi non vive se la ragione è sognarti riflessa negli specchi. Sono l'edera incolta su un orizzonte traslucido al dissidio fra terra e mare!

SERA PER TUTTI NOI

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(Antonella Riviello - "Strade di latta") Oh sera, vorrei ridarti gli amori fuggiti dalle città di nessuno, riposti negli scrigni della sorte. Oh sera, vorrei darti richiami ai volti che si perdono come coriandoli che mai fanno ritorno... e nelle terre figlie di miseria e guerra... oh sera, del tuo tacito aspetto fanne un giorno nuovo... Sii speranza negli occhi silenziosi di chi è solo e di te ha paura.

IL LUNGO SONNO DI UN FIORE

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(Antonella Riviello - "Vicoli d'ombre") Dormi fiore! L'inverno sul monte passa e ripassa... Il prato ha rimboccato la sua coltre di neve sul fragile sonno dei tuoi petali racchiusi sul seno della terra. La terra... essa ti cullerà, ti nutrirà... la terra saprà difenderti dal soffio impetuoso del vento. La terra no... non ti perderà: serberà il tuo profumo per le fitte siepi, nasconderà il tuo polline nel suo incantato silenzio, custodirà i tuoi petali quando una pioggia beffarda vorrà a tutti i costi carpirti per condurti... chissà! Ora hai tempo, oh fiore ancora per un sogno. Dormi... che già l'inverno sul monte passa e ripassa...

C'E' UNA VIA

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(Antonella Riviello - "Strade di latta") Dove il mare borbotta alla barche malferme si è ancorata la notte avara di stelle e più non c’è confine dove poso il mio sguardo deciso. La scogliera è la stessa sulla spiaggia stremata dal freddo e risento i miei passi risuonanti lungo le strade strette e senza vita. Poi una casa lassù sulla collina e i tuoi occhi lontani dietro la finestra… Non c’è nulla che il tempo conserva tra le vie dissestate che non lasciano impronte. Nessuna voce risuona tra i muri scalcinati… né ti chiama, ti cerca, ti vuole!

LOGICA

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(Antonella Riviello - "Tra me e il buio") Cammini sicura del tuo spazio. Proseguo ballando su un singhiozzo. Tutto mi è chiaro nella logica: due astri distaccati noi in orbita attorno al vecchio evento. Tu, vai sicura del tuo spazio mentre cerco i tuoi occhi per nuotarci dentro; cerco ragioni assurde alla mia vita divisa da interminati ieri e sospesi domani. Negli interstizi di un sogno la nostra vita incerta cerca invano …ricostruirsi… ma il palco della logica non darà mai sostegno.

PAROLE

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(Antonella Riviello - "Strade di latta") Parole si intrecciano in monologhi e risate, si annidano stanche e confuse nel cuore, si fermano negli occhi per distendere pallidi silenzi. Sono dolci od aspre di amori amati o finiti. Parole mai dette. Parole stanche di essere parole... parole che non trovano parole per spiegarsi e nella sera, monologando a luci infreddolite, a passi di luna vanno con la luna.

SOTTO LA PIOGGIA LIEVE

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(Antonella Riviello - "Strade di latta") Cade il tuo sguardo sulle mani Mentre cammino sotto la pioggia lieve. C'è un fiore sciupato Che il vento piano trascina. Torna un tempo rapito Di pietre raccolte lungo il fiume. Eri vento anche allora Quando così cadeva la pioggia. Scivola dagli occhi una stilla leggera Mentre ti cerco sotto la pioggia lieve. (dedicata a Marty - 1979)

VERSO GLI ALTI CERRETI

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(Antonella Riviello - "Vicoli d'ombre") Dalle strette gole lontane s'ode il vento che ad unghie leggere sfiora i boschi,  di suoni d'arpa riveste rami intricati. Dall'animo degli alti cerreti si snoda il fiume giù per le bianche rocce cantando i giorni del borgo. Dai faggeti segreti e cristallini la rosa dei crepuscoli si riapre, vermiglia sulle vette si distende. Quando l'inverno all'avo tronco arriva la nivea coltre carezza salteggiando rocce e aguzze cime. Madre nebbia socchiude gli occhi ai rami sempreverdi... chè algidi mesi siano un sogno breve! Potessi fermarmi lassù... lì nell'anima di quei sentieri dal tempo inconsunti... Lì, a piedi nudi, vivrei promesse di ginestre e uccelli... Vivrei la vita delle acque che in musiche infinite nascono sotto gli occhi di un cielo limpido e sempre più vicino!

PERTANTO

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(Antonella Riviello - "Tra me e il buio") Siamo unite da verdi arterie Noi In agguato per darci ortiche o rondini fuggite. Pertanto non parli! Bruci abiti smessi Di un tempo che non dura Nè muore tuttavia. Ti dirò... C'era un suono di voci A ferirci E silenzio sospeso Tra palpebre adirate. Siamo unite da verdi arterie Noi In agguato a ridarci lampi Ortiche o rondini fuggite.