Enrichetta, mio dolce amore, riesco a scrivere di te soltanto adesso e non nego che lo faccio con il dolore di chi non riesce a realizzare tutto questo. Non ci sei più ... è il 7 settembre, mi hai lasciata scioccata e messa alla prova anche tu con un peso sul cuore che mi opprime. Non ho più lacrime da versare, ne ho lasciate cadere tante senza asciugarle. Mi sento sempre più impotente e sconfitta. Mi manchi. Il tuo dolore rimane impresso dentro di me è come un laccio che stringe, non mi rimane nulla di te se non la tua ultima sofferenza durata appena un giorno. Due giorni fa passeggiavi in giardino e ti addormentavi all’ombra mentre me ne stavo distesa sulla sdraio. Mi sei stata accanto come sempre mentre potavo i rami secchi e nel pomeriggio abbiamo dormito insieme sul divano. Tutto normale, tutto come ogni sabato! La domenica mattina siamo state insieme in giardino e mentre giocavo con gli altri cani tu abbaiavi alle galline nel recinto. Nel primo pome...